The pig brother – 100 strisce per 100 giorni

Raccolta di 100 strisce edito da Lilliput editore

Prefazione di Bruno Olivieri

“Tutti nella gabbia”. Prendiamo un certo numero di personaggi, facciamogli vivere una serie di situazioni che spesso evocano le più disparate vicende della vita comune, tutto questo all’interno di uno spazio ristretto, quasi claustrofobico. Attendiamo fiduciosi che attorno a tutto ciò si crei un pubblico di appassionati osservatori, con la possibilità di stare a guardare le suddette gesta 24 ore su 24, ogni volta che ne hanno voglia o il tempo, affezionandosi e simpatizzando per questo o quel personaggio. Ebbene, abbiamo gettato le basi per la creazione di una strip a fumetti! Cosa credevate?… no, non stavo parlando del “Grande Fratello “, quello è venuto dopo, molto tempo dopo l’invenzione dei fumetti. Qualcuno potrebbe obiettare sostenendo che quelli del “Grande Fratello” sono persone in carne ed ossa e che poco hanno a che vedere con i personaggi dei comics. Ma le analogia sono tali e tante che non sono sfuggite al capace e arguto Lele Corvi che con i personaggi del suo “The Pig Brother” ha messo in scena vizi e virtù del format televisivo, trasponendoli ad uso e consumo delle sue strisce, usando ritmi e cadenze tanto care ai maestri del genere, quali: Mort Walker, Johnny Hart, Charles Schuz, ecc… Lele, fumettista di razza; o meglio, appartenente a quella razza di autori emergenti che lotta per guadagnarsi una meritata affermazione in un momento non proprio felice per il fumetto italiano, è la conferma del fatto che attualmente i talenti e le vocazioni non mancano e che le cause di questa crisi vanno ricercate altrove. Lui condivide con me l’idea tipica degli inguaribili ottimisti, ovvero, quella di credere nei flussi e nei riflussi storici e pensare che prima o poi verrà il momento della ripresa. Il suo atteggiamento, dati i tempi, rasenta l’incoscienza e la follia. ma l’incoscienza e la follia sono la caratteristica peculiare di molti di noi, che nonostante tutto perpetriamo il  nostro disegno di diventare autori di fumetti. Io sono dalla sua parte e faccio il tifo per lui, anche perché credo che egli sia sulla buona strada . Perciò gli dico “Vai così, Lele, non sei solo e nella gabbia c’è posto anche per te!”

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